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domenica 16 novembre 2008

Farmaci o Veleni?

Salve, voglio parlare dei farmaci delle industrie farmaceutiche e di tutto quello che gira intorno a questo enorme business. Non è facile ma ci provo, naturalmente tutto cio che scriverò esula dalle mie responsabilità inquanto il materiale lo raccolgo da mezzi di comunicazione a tutti accessibili e visionabili.

TABELLA DELLA FREQUENZA DI RISPOSTA DEI FARMACI

Settore Terapeutico % di efficacia del farmaco
Alzheimer 30
Analgesici (Cox-2) 80
Asma 60
Aritmie cardiache 60
Depressione (SS RI) 62
Diabete 57
Epatite C (HCV) 47
Incontinenza 40
Emicrania (acuta) 52
Emicrania (profilassi) 50
Oncologia 25
Artrite reumatoide 50
Schizofrenia 60

Questa tabella ci indica la percentuale di efficacia di alcune categorie di farmaci per le principali patologie. Come si può facilmente evincere dai dati la maggior parte dei medicinali è INUTILE per più della metà dei pazienti . Quando addirittura non sono nocivi. Questa non è l'affermazione di un non addetto ai lavori ma bensì di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (e una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, rafforza l'affermazione dicendo che «la stragrande maggioranza dei farmaci — più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui».
Partiamo da questi dati e affermazioni per mettere subito in evidenza che le industrie farmaceutiche, come tutte le industrie del mondo, non fanno altro che business senza nessun riguardo nei confronti delle persone, senza generalizzare ma analizzando chi e come.
Allora, un farmaco per essere pronto per il mercato deve affrontare vari test che sono costosi e di lungo tempo, in media ci vogliono 15 anni perchè si arrivi al farmaco vendibile; così le aziende hanno, negli ultimi anni, iniziato a fare sperimentazione su cavie umane soprattutto nei paesi poveri per aggirare le lungaggini e diminuire i costi. Ma perchè? Innanzi tutto nei paesi poveri le leggi sono solitamente meno ristrettive, i governi sono più facilmente corrompibili e gli abitanti, essendo disperati, sono facilmente arruollati come cavie a buon mercato. Il tempo è denaro quindi chi riesce per primo a brevettare un farmaco, una molecola intasca il maggior guadagno possibile.
Un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media a un’azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire. Pensate che seguire il protocollo per l'approvazione di un farmaco costa all'azienda 300 milioni delle vecchie lire, mentre il guadagno per chi brevetta per primo può essere di 1000 miliardi... Capite ora il perchè c'è la rincorsa al brevetto!?
Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute, si è "pentito" ed ha dichiarato: «Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell’arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l’intero spettro di azione di un farmaco» inoltre «I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica»
Chi siede ai vertici delle aziende non sono più medici o scienziati ma economisti i quali decidono quali medicinali ritirare dal mercato, perchè non più altamente remunerativi, e quali immettere, sempre in base ai guadagni. Mai perchè il farmaco è realmente utile per l'uomo; quindi si punta sempre sul guadagno e lo si fa con le pubblicità e campagne di lancio del prodotto ancora prima dell'uscita grazie ad articoli su giornali e riviste più o meno specializzate ma molto compiacenti riguardanti il medicinale che tendono ad elogiarne gli effetti ancora nella fase sperimentale. Ad esempio, recentemente il New England Journal of Medicine, la rivista medico-scientifica più autorevole degli USA, ha dovuto pubblicamente ammettere che alcuni dei suoi articolisti più eminenti avevano interessi economici diretti, seppur sino ad allora occultati, in alcune case farmaceutiche che producevano farmaci della cui ricerca si erano occupati.
Per quanto riguarda la commercializzazione dei farmaci la musica non cambia ossia
le case farmaceutiche possono, ad esempio, arrivare ad ampliare deliberatamente le indicazioni di un medicinale semplicemente per allargare il mercato dello stesso quando questo abbia qualche problema di smaltimento o abbia riscontrato scarso successo. Un farmaco autorizzato per la lotta al cancro in Europa può allora tranquillamente diventare un medicinale contro l’emicrania in Africa e magari a un prezzo decisamente superiore che non nel Vecchio continente, e venduto pure senza alcuna controindicazione allegata.
Lo strapotere delle case farmaceutiche è evidente e assolutamente pagato da noi sia economicamente che fisicamente nel senso che chi fa uso di medicine, è cavia inconsapevole. Ci si cura con medicinali a volte inutili, a volte dannosi, a volte potenzialmente utili ma con così tante controindicazioni da renderli dannosi. Potere dato da governi compiacenti inquanto direttamente e lautamente foraggiati. Ad esempio prendiamo il tanto amato ex presidente degli USA George Bush che durante l'ultima (e non solo) campagna elettorale ha ricevuto soldi dalle seguenti case farmaceutiche: Bristol-Myers, Squibb, Pfizer, GlaxoSmithKline, Schering Plough, che in quell’occasione gli donarono quasi 40 miliardi di vecchie lire.
Fin qui ci siamo: ora veniamo ai farmaci veri e propri. Molti sono quelli ritirati dal mercato perchè dannosi, molto dannosi
; ad esempio il caso del principio attivo Rofecoxib, nome commerciale Vioxx, della Merck è esemplare: le stime parlano dalle 80 alle 140 mila complicanze cardiache che hanno provocato una vera e propria ecatombe; l’Aulin è stato ritirato dal mercato irlandese dall’Agenzia del Farmaco di quel paese perché ha provocato insufficienze epatiche così gravi da dover trapiantare il fegato in diversi pazienti. L’Irlanda non è il primo paese ad avere tolto il principio chimico Nimesulide (presente nei farmaci: Aulin, Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex e in molti farmaci generici) perché pericoloso per la salute: Finlandia, Spagna già dal 2002 lo hanno fatto, assieme ad altri stati.
L’antidiabetico Avandia (Avandamet, Avaglim) della britannica GlaxoSmithKline (Gsk), a base di Rosiglitazone, aumenta del 43% il rischio di attacchi cardiovascolari e del 64% la mortalità associata a questi eventi! La denuncia arriva direttamente dal New England Journal of Medicine, cioè dalla più prestigiosa rivista medica britannica.
I farmaci di " sostituzione ormonale "che promettevano al pubblico femminile di rallentare l'invecchiamento con il ritardo della menopausa e di sconfiggere l'osteoporosi possono provocare il cancro, embolia polmonare e infarto!
Si potrebbe andare ancora avanti ma fatelo voi che io ho il vomito.
Una menzione speciale va ai psicofarmaci che stanno distruggendo i cervelli e le personalità di uomini/donne, ragazzi/ragazze ma soprattutto bambini/e che vengono annichiliti da questi medicinali. Ad esempio Lo Zyprexa è un antipsicotico approvato solo per la schizofrenia e il disturbo bipolare, ma che attualmente viene prescritto per moltissimi problemi, soprattutto ai bambini, senza essere informati delle terribili controindicazioni: diabete, chetosi e pancreatite.
Questo nonostante le linee guida originali del NHS consigliassero estrema prudenza nella somministrazione degli psicofarmaci a cuasa di disturbi cardiovascolari, allucinazioni e pensieri suicidi. Il risultato è che da quando il Ritalin è stato introdotto nel Regno Unito sono già 9 i morti documentati.
Ora a tutto questo aggiungiamo che i medici di base, non tutti, sono facilmente corrompibili con viaggi o regalini vari, i farmacisti idem etc.. ci rendiamo bene conto che il medicinale a cui fai cieco affidamento in realtà è un veleno per il fisico e per la mente!!!! Uno dei mali peggiori dell'uomo è incurabile e cioè l'assolutà non volontà nell'autoguarigione; quest'ultima non è una magia ma è solo la pazienza di far passare il male, quando lieve come un mal di testa è inutile imbottirsi di antidolorifici non serve ovvero fa passare il sintomo non la causa! Il nostro corpo sarebbe in grado di autoguarire ma se lo si bombarda di medicinali il nostro sistema difensivo si abbiocca fino alla completa inattività ma questo è un altro argomento di discussione.

Il post finisce qui ma tornerò sull'argomento perchè ci sono altre cose da sapere, io come al solito vi chiedo di approfondire da voi perchè è di noi stessi che si parla, della nostra salute delle nostre vite.

Link da cui ho attinto:
http://www.laleva.org/
http://www.disinformazione.it/
http://www.mednat.org/
http://www.ilconsapevole.it/

Infine una puntata di REPORT
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E77078,00.html



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