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lunedì 10 novembre 2008

La CARNE alimento TRUFFA





Per la maggior parte degli umani, specialmente per quanti vivono nelle moderne comunità urbane e suburbane, la forma più diretta di contatto con gli animali non umani è a tavola: li mangiamo. Questo semplice fatto è la chiave del nostro atteggiamento nei confronti di altri animali, ed è anche la chiave di svolta di questi nostri atteggiamenti. L’uso ed abuso di animali allevati per essere mangiati è di gran lunga superiore, nel numero degli animali coinvolti, a qualsiasi altro tipo di maltrattamento. Ogni anno negli Stati Uniti centinaia di milioni di bovini, suini e ovini vengono allevati e macellati e per il pollame le cifre si avvicinano ai tre miliardi (significa che circa 5.000 uccelli – principalmente polli – vengono macellati mentre voi leggete questa pagina). È qui, sulle nostre tavole e nei supermercati del nostro quartiere o dal macellaio, che possiamo entrare in diretto contatto con il più intenso sfruttamento di altre specie mai esistito.In termini di stretta logica, forse, avere compassione per gli animali e gustarli a tavola non sono due atteggiamenti contraddittori. Se una persona è contraria alle sofferenze inflitte agli animali, ma non ad una loro uccisione “indolore”, potrebbe comportarsi coerentemente mangiando animali vissuti senza sofferenza e macellati velocemente e in modo indolore. Ma non è possibile, praticamente e psicologicamente, essere preoccupati per la sorte degli animali e continuare a mangiarli, e pretendere di essere coerenti. Se accettiamo di togliere la vita ad un altro essere vivente solo per soddisfare il nostro desiderio di un particolare cibo, allora quell’essere non è altro che un semplice mezzo per raggiungere i nostri obiettivi. Col tempo, arriveremo a considerare maiali, bovini e polli come cose che possiamo usare, anche se proviamo per loro una forte compassione; e quando ci accorgeremo che per continuare ad avere un'offerta di corpi di questi animali ad un prezzo abbordabile dovremo modificare anche solo minimamente le loro condizioni di vita, non saremo in grado di giudicare troppo criticamente queste modifiche. Gli allevamenti in batteria non sono altro che l’applicazione della tecnologia all’idea che gli animali non sono altro che mezzi per ottenere i nostri scopi. Siamo attaccati alle nostre abitudini alimentari, e non è facile modificarle. Ci conviene convincere noi stessi che il nostro interesse per gli altri animali non comporta il fatto che smettiamo di mangiarli. Nessuna persona abituata a mangiare carne può giudicare senza preconcetti se un animale sia stato allevato o meno in condizioni dolorose. Brani tratti dal
libro ANIMAL LIBERATION di Peter Singer prese dal sito http://www.ivu.org/italian/

L'impatto di quella che appare come una modesta rinuncia sarebbe notevole, più di quello che i non addetti ai lavori possono pensare: l'allevamento di bestiame, infatti, è responsabile del 18% delle emissioni complessive di gas serra, molto più del settore trasporti cui è attribuito il 13%. E, se per molte persone rinunciare all'auto può diventare molto problematico, scegliere insalata, frutta e verdura almeno una volta ogni sette giorni è decisamente più fattibile. E anche più conveniente per l'ambiente. I numeri parlano chiaro: la produzione di un chilogrammo di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica. L'allevamento e il trasporto di animali inoltre richiede, per ogni chilo di carne, la stessa energia necessaria per mantenere accesa una lampadina da 100 watt per quasi tre settimane. E il bestiame è una fonte diretta di metano, 23 volte piu dannoso dell'anidride carbonica, prodotto naturalmente dai processi digestivi degli animali da allevamento. Brani tratti dall'appello di Pachauri, presidente dell'IPCC, premio Nobel per la pace 2007 con Gore, dal titolo " Rinunciare una volta alla settimana avrebbe un impatto notevole " presi dal sito http://www.repubblica.it/

Ormai il 99% degli allevamenti sono intensivi: gli animali vengono allevati in spazi ristrettissimi, senza mai la possibilità di uscire alla luce del sole. Ogni tanto si vedono delle vacche al pascolo, è vero, ma sono solo quell'1% di animali più "fortunati" che vengono trattati meno peggio. Anche a questi tocca, comunque, la stessa fine degli altri: il macello. Lì, vengono ammazzati senza pietà , senza alcun sentimento di compassione, senza sentire che si tratta di esseri senzienti. Sono solo "capi" da abbattere.I macelli sono sempre nascosti alla vista del pubblico: per potersi nutrire di animali, le persone devono allontanare il pensiero della loro uccisione, ci deve essere separazione tra l'immagine dell'animale vivo nella "fattoria" (che oggi ormai non esiste quasi più ed è sostituita dagli allevamenti intensivi) e la sua carne da infilzare con la forchetta.
Inoltre, negli allevamenti intensivi gli animali vengono imbottiti di farmaci, per cercare di scongiurare le malattie causate dallo stress da sovraffollamento e dalla debolezza congenita di questi animali, frutto di manipolazioni genetiche che danno luogo ad animali "iperproduttivi", ma che si ammalano molto facilmente. Ad esempio, negli allevamenti di maiali, quando gli animali sono mantenuti sul grigliato, l'aria dei capannoni è caratterizzata da un eccesso di ammoniaca ed altri gas, che rappresenta un fattore irritante per le mucose delle vie respiratorie, che determina uno stato di continua irritazione e a volte porta a forme polmonari o bronchiali più gravi, per cui la somministrazione di farmaci deve essere continua. Se ciascuno dovesse ammazzare da sé gli animali che mangia, sicuramente molti di loro avrebbero salva la vita.
Negli animali si concentrano i pesticidi usati per la coltivazione dei vegetali che formano il loro mangime: si è stimato che negli USA l'80% dei pesticidi e fertilizzanti viene utilizzato per la coltivazione dei vegetali (cereali, semi oleosi e proteaginose) destinati all'alimentazione degli animali d'allevamento. Questo implica che i pesticidi e i fertilizzanti si ritrovino "concentrati" nella carne degli animali, e quindi chi si ciba di carne è costretto a ingerirne molti di più rispetto a quanto accadrebbe se consumasse direttamente i vegetali. Quando i mangimi contengono panelli di olii esausti, o sostanze ancora più tossiche, il rischio è maggiore, come è accaduto, ad esempio, nella vicenda dei polli alla diossina, in cui questa sostanza era contenuta nei mangimi degli animali.
E' del luglio 2002 la notizia che gli allevatori olandesi hanno voluto distruggere 50 mila maiali perché i test per controllare se i mangimi sono stati contaminati da un ormone vietato sarebbero costati troppo. Molti allevamenti olandesi hanno ricevuto partite di carne contaminata con medrossi-progesterone-acetato (Mpa), un ormone che mette a rischio la fertilità dell'uomo e che in Europa viene usato solo a scopi terapeutici. Questa volta le sostanze illegali sono state scoperte (e chi ne fa le spese sono sempre gli animali), quante altre volte invece non si scoprono (e ne fanno quindi le spese gli animali, e i consumatori)?
Supponiamo per assurdo che tutto quello scritto sui medicinali non sia vero che tutti gli allevatori siano eticamente puliti, siamo sicuri che l ' uomo sia carnivoro?
Il complesso degli studi nutrizionali dimostra che per prevenire e curare le più comuni e gravi patologie degenerative tipiche dei paesi industrializzati occorre cambiare dieta, limitando di molto, o escludendo del tutto, i prodotti di origine animale. Le proteine, che comunemente si pensa essere presenti soprattutto nella carne, si trovano in quantità uguale nei vegetali come legumi, cereali integrali, verdure, semi e noci; le proteine della soia sono, nutrizionalmente parlando, equivalenti a quelle animali.
Le patologie cardiovascolari, neoplastiche e l'obesità sono in diretta relazione con l'eccessivo consumo di grassi, in particolare di grassi saturi, che fanno depositare il colesterolo nei vasi arteriosi, causando danni irreparabili all'organismo umano. I prodotti di origine animale sono ricchi di questi grassi, mentre i vegetali ne sono poverissimi. Un cospicuo numero di studi epidemiologici dimostra che un'alimentazione priva di alimenti di origine animale è la più confacente alle esigenze dell'organismo umano e numerose pubblicazioni hanno accertato come - grazie all'abbondante introduzione di vitamine, minerali, fibre, carboidrati complessi, oligoelementi, biostimoline e molte altre sostanze sinergiche - nelle persone che si alimentano in questo modo sia considerevolmente minore l'incidenza di gravi patologie quali tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete, obesità, osteoporosi, calcoli e altre patologie che costituiscono le principali cause di malattia e mortalità nei paesi industrializzati.

Questo e molto altro c'è da scoprire quindi ATTIVATEVI!!!!!!!

LINK:
http://www.saicosamangi.info/index.html sito da cui ho attinto BELLISSIMO!!!!
http://web.tiscali.it/vitasenzacarne/
http://beppegrillo.meetup.com/2/messages/boards/thread/5537559 campagna boicottaggio gruppo Cremonini
http://bloodyroom.forumcommunity.net/?t=18584321 campagna boicottaggio McDonald
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90225,00.html puntata di REPORT sul mercato della carne del 2005-2006

Tutte le informazioni sono pubbliche tutti i nomi sono noti ognuno di noi può accedere a queste notizie e diffonderle FATELO!!

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